SONO UN PROFESSIONISTA IN ODONTOIATRIA

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Componenti protesiche

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Affinché una riabilitazione implanto-protesica possa essere sicura, duratura ed estetica, non è sufficiente che la fase chirurgica sia stata eseguita in maniera ineccepibile e con impianti di qualità. Il paziente, infatti, valuterà il risultato complessivo basandosi sull’estetica e la funzionalità della protesi. Per questo Sweden & Martina ha sviluppato una gamma di soluzioni protesiche all’avanguardia per consentire al clinico di ottenere l’eccellenza con la massima semplicità.
Proprio per questo Sweden & Martina ha messo a punto una gamma di possibilità protesiche in grado rispettare le aspettative del paziente nella filosofia della massima semplicità di realizzazione per il clinico.

Nelle riabilitazioni implantoprotesiche i tessuti molli svolgono una funzione molto importante nel mantenimento del livello osseo. In particolare il tessuto connettivo ha molteplici funzioni: difesa, nutrimento, supporto e mantenimento dei volumi estetici. È quindi importante che le componenti protesiche che sono in contatto diretto con i tessuti molli siano pensate e progettate svolgere queste funzioni nella maniera migliore possibile.

La linea protesica XA è stata realizzata proprio con questa finalità: la microrigatura presente alla base degli abutment XA favorisce l’adesione delle fibre connettivali, creando l’effetto “housing” ossia proteggendo le strutture biologiche circostanti e mantenendo i tessuti stabili nel tempo.

Gli abutment Locator sono una soluzione protesica versatile, semplice e sicura per ancorare le overdenture agli impianti. Il sistema Locator consente di correggere con facilità divergenze sino a 40° (20° per impianto) in spazi occlusali limitati; dato il suo ridotto ingombro, è ideale per tutti i pazienti con protesi mobile. La testa del Locator abutment
è caratterizzata da un disegno autoguidante, che facilita le quotidiane manovre di inserimento e rimozione della protesi da parte del paziente. Questo auto-allineamento della protesi riduce l’usura dei pezzi ed aumenta la durata della vita del dispositivo. Il sistema Locator prevede inoltre l’utilizzo combinato di una cappetta metallica, che resta permanentemente inglobata nell’overdenture, 
e di ritentori in nylon sostituibili, che rendono la manutenzione semplicissima.

NOVITA’: Accanto al tradizionale sistema Locator è stata sviluppata la nuova linea di Locator R-Tx, che consente di correggere fino a 60° totali di disparallelismo tra gli impianti e presenta il rivestimento Duratech, altamente resistente all’usura nel tempo.  Viene fornito nella nuova e pratica confezione “All-in-one”  che comprende anche gli inserti ritentori, con 4 diversi gradi di ritenzione.

Le transmucose di guarigione, disegnate con un cilindro guida che ne facilita l’inserimento nel pozzetto,  sono disponibili in diverse altezze e con profilo di emergenza dritto o raggiato. Ogni pezzo riporta delle marcature al laser che indicano diametro e altezza, in modo da renderle immediatamente riconoscibili.

Per la fase di impronta e modello sono disponibili i transfer per le tradizionali tecniche a cucchiaio aperto e chiuso, oltre ai pratici transfer Pull-up, interamente in PEEK radiopaco, che grazie alle alette
di ritenzione permettono di prendere rapidamente un’impronta senza l’utilizzo di viti.

La linea protesica SIMPLE prevede delle pratiche e semplici soluzioni per la realizzazione dei provvisori, che possono essere usati in maniera convenzionale dopo il periodo di guarigione ossea, oppure immediatamente dopo l’inserimento chirurgico degli impianti, qualora sussistano le condizioni per il carico immediato. Possono anche essere usati in alternativa alle tradizionali viti transmucose di guarigione per il ricondizionamento dei tessuti molli, in funzione dei protocolli protesici che vengono adottati. Le varianti riposizionabili e non riposizionabili permettono di gestire agevolmente tanto la protesi singola quanto la multipla. Il pilastro Simple con base in titanio e corpo in PEEK, polimero estremamente resistente e biocompatibile, fresabile alla poltrona, è la soluzione ideale per il supporto di corone singole cementate.

I pilastri preformati, disponibili in molteplici versioni dritte e angolate, per avvitamento diretto o con vite passante, in diverse altezze transmucose e con profilo di emergenza dritto o raggiato, sono sottoposti ad un processo di passivazione controllata che comporta il viraggio del loro colore superficiale. Il risultato
è un caratteristico giallo paglierino dorato. Questo colore, essendo ottenuto tramite un processo di ossidazione e pertanto senza alcun tipo di rivestimento, permette di combinare i vantaggi di una superficie altamente biocompatibile con ricostruzioni protesiche di particolare valore estetico.

Ai pilastri fresabili standard, in grado di risolvere situazioni anatomiche complesse sia in termini di spazi ristretti che di impianti disparalleli, si affiancano due linee di pilastri fresabili studiati per tecniche specifiche: i pilastri fresabili per la Tecnica intercettiva, che hanno un profilo di emergenza che semplifica la presa dell’impronta con tecnica a strappo e due ampie sfaccettature che garantiscono il riposizionamento univoco, e i pilastri fresabili SIMPLE, che hanno profilo di emergenza molto ampio, adattabile a qualunque anatomia ottenuta
con i pilastri provvisori SIMPLE in fase di condizionamento immediato.

Transmucose di guarigione B.O.P.T. in titanio
Replicano esattamente il profilo dei pilastri fresabili B.O.P.T., in modo da non generare compressioni e ischemie al tessuto. Il profilo è convesso, diversamente da quello delle transmucose raggiate o anatomiche tradizionali, che è concavo.

Pilastri fresabili B.O.P.T. in titanio
La morfologia del pilastro fresabile è stata studiata per consentire sia la riduzione centrica, sia diverse opzioni di angolazione della protesi senza intaccare la robustezza delle pareti di supporto. In questo modo è possibile effettuare una personalizzazione del pilastro a 360°.

I pilastri vengono forniti con la relativa vite di fissaggio, prevista da ogni sistema implantare, e con una cappetta per la presa d’impronta.

Provvisori B.O.P.T. in resina REEF
Transmucose estetiche e pilastri per provvisori avvitati sono prodotte in resina REEF, la cui particolare conformazione nanostechiometrica consente un’alta capacità di resistenza all’attacco batterico che si mantiene nel tempo e rende più difficile l’adesione della placca, agevolando la fase di guarigione. La resina REEF presenta inoltre grande semplicità di utilizzo alla poltrona consentendo una facile costruzione della morfologia del restauro.

Per le fusioni sono disponibili sia le soluzioni interamente calcinabili, sia i pilastri calcinabili
per sovrafusione con base in lega, altamente biocompatibili e con un alto indice di resistenza
alla corrosione.

Gli abutment intermedi esistono sia in versione PLAIN, adatta per garantire un appoggio flat to flat, sia in versione classica, con profilo di emergenza dritto un piccolo cono superiore alto 0.70 mm, uguale per tutti i diametri di connessione, che consente una semplice inserzione e disinserzione delle sovrastrutture anche in caso di lievi disparallelismi.

La sistematica P.A.D. (Protesi Avvitata Disparallela) è stata studiata per facilitare la realizzazione di protesi multiple avvitate anche in presenza di impianti molto divergenti e assi di emergenza protesici disparalleli.
Gli abutment angolati P.A.D., in particolare, risultano essere le soluzioni più semplici e predicibili per
gli impianti posizionati nelle selle distali con elevata inclinazione. La sistematica protesica P.A.D.
è caratterizzata da una grande versatilità, a partire dalla ampia gamma di abutment dritti (disponibili
in varie altezze trasmucose 1.5, 3 e 4 mm), abutment angolati (disponibili con inclinazioni di 30° e 17°
e altezze trasmucose di 3 e 5 mm), ed una completa componentistica necessaria alla produzione delle sovrastrutture.

Protesi P.A.D. per Tecnica “D.P.F.”
(Direct Prosthetic Framework)

Gli abutment P.A.D. si sono dimostrati un valido supporto per la realizzazione di diversi protocolli protesici semplificati, tra i quali la realizzazione di provvisori per riabilitazioni implantari full arch a carico immediato con una procedura molto semplice e sicura. La componentistica D.P.F. è stata appositamente sviluppata per realizzare direttamente nel cavo orale una struttura di resina calcinabile assolutamente passiva in quanto non vincolata da geometrie di connessione con l’ulteriore vantaggio di essere realizzata senza errori dovuti alla presa d’impronta e allo sviluppo del modello. La cementazione intraorale della travata metallica ottenuta successivamente per fusione, permette di diminuire i tempi di inserzione del provvisorio rinforzato ad 8 ore dal termine della chirurgia, pur mantenendo i requisiti di resistenza e passività importanti durante la prima fase del carico implantare.
Il provvisorio così realizzato può essere inoltre utilizzato come dima di posizione per la realizzazione della protesi definitiva.

Per gli impianti Premium, Kohno e Shelta è stata sviluppata la sistematica Conoweld, che unisce i vantaggi della tecnica conometrica alla possibilità di stabilizzare gli impianti in fase provvisoria per mezzo della saldatura intraorale. il programma include pilastri conici dritti e angolati, con le relative cappette in titanio per provvisorio e definitivo, oltre alle barre per saldatura e alle cappette per la presa d’impronta in PMMA che possono essere utilizzate anche per la realizzazione di strutture fuse.

Protocollo di utilizzo

Per ancorare l’overdenture agli impianti sono inoltre disponibili gli attacchi sferici, con relative soluzioni patrici in teflon, titanio, o con o-ring, nonché un’ampio range di possibilità per realizzare barre.

Video

V-IMP-XA

V-IMP-XA

Utilizzo del 3.0 Dynamic Abutment

Utilizzo del 3.0 Dynamic Abutment

Direct Prosthetic Framework

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Full arch inferiore con tecnica DPF su P.A.D. e impianti Premium

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