SONO UN PROFESSIONISTA IN ODONTOIATRIA

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Il genio Ignazio Loi e la tecnica B.O.P.T.

Prof. Dott. Guillermo Pradíes Ramiro

Cari lettori della rivista NumeriUNO, dalla redazione mi chiedono di scrivere qualche riga di editoriale per questo numero dedicato al dott. Loi, alla tecnica B.O.P.T. e al nuovo impianto Prama. Eccolo qui. Leggetelo con calma e a piccole dosi. Se serve, in più giorni, perché racchiude la mia esperienza di vita relativamente al fenomeno Loi-B.O.P.T., e, di conseguenza, merita di essere sufficientemente esaustivo.

La prima volta che ho ascoltato il dott. Loi risale a poco più di un anno fa, ed ero indeciso se applaudirlo o “ucciderlo”. In poco meno di un’ora ha fatto vacillare gran parte delle informazioni circa le preparazioni protesiche su denti naturali e impianti che pratico e insegno da 23 anni.

Normalmente, davanti a platee come quella, nella quale c’erano circa 1500 persone, i relatori che osano dubitare, mettere in discussione o proporre nuove alternative riguardanti opzioni diagnostiche o terapeutiche di solito lo fanno, come sappiamo tutti, con il caratteristico atteggiamento di supponenza, pienezza di sé e aggressività.

Quel signore, invece, aveva un atteggiamento di totale umiltà mentre presentava caso dopo caso con immagini spettacolari e risultati del prima/dopo che senz’altro hanno portato più di qualcuno a pensare al famoso Photoshop.
Le sue ultime parole sono state “Questo è ciò che io faccio da oltre 20 anni. Non ho argomentazioni di evidenza scientifica per dimostrare che funziona, né pretendo di discutere o dibattere sui princìpi parodontali e di preparazione dei monconi che Voi utilizzate, posso solo dirVi che la mia tecnica funziona, ci crediate o no”.

Quel giorno non riuscivo a smettere di ripensare alla sua presentazione. È davvero possibile che i margini gengivali possano modellarsi in quel modo senza l’uso, per la maggior parte di essi, delle onnipotenti periodonzia o ortodonzia? È possibile che 10 anni dopo aver preparato e collocato una corona, la gengiva non avesse nessun tipo di recessione? È possibile che la gengiva invece di protestare per l’aggressione subita durante la preparazione, si rinforzi, si disinfiammi e assuma quel colore “rosa salutare” a cui puntiamo sempre e che, per lo meno per quanto mi
riguarda, raramente si ottiene?

E… come dice che si chiama? Tecnica B.O.P.T.? Tecnica di preparazione biologicamente orientata? Beh sinceramente non ho capito bene come si esegue, però se i risultati sono quelli che mostra il dott. Loi, io voglio impararla.
Ho deciso quindi che avevo bisogno di altre “dosi di Loi” per capire esattamente come lavorava ai suoi casi. Da allora l’ho ascoltato altre 3 volte in conferenze lunghe da 1 a 8 ore ciascuna. Ogni giorno ero più convinto che i risultati che otteneva non potevano essere aleatori, ma mi mancava ancora un’ultima conferma.

A inizio maggio, in compagnia di un collega e di un odontotecnico, siamo andati allo studio del dott. Loi a Cagliari. Abbiamo assistito per 3 giorni ad un corso totalmente personalizzato nel quale abbiamo potuto “vedere e toccare clinicamente” la tecnica Loi. I casi erano spettacolari, come le immagini che mostra ai suoi corsi. Direi addirittura di più. Abbiamo avuto l’opportunità di assistere alla finalizzazione di alcuni dei casi di cui avevamo visto l’inizio e la fase provvisoria in alcune sue presentazioni pubbliche: incredibili!

Decementare 20 provvisori senza che si manifesti nemmeno un filo di sanguinamento in nessuno di essi, vedere il prima nelle diapositive e il dopo in diretta, un’esperienza indimenticabile. E per concludere il caso, non poteva essere altrimenti, il manufatto protesico definitivo opera dell’eccelso Antonello di Felice si adattava con precisione micrometrica e apportava tutta l’estetica che meritava. In meno di 10 minuti dalla decementazione dei provvisori, i definitivi erano in bocca al paziente. La gengiva, dopo un primo momento di ischemia, presentava un colore “rosa salutare” incredibile.
In un altro caso, il dott. Loi ha decementato alcune corone definitive che aveva temporaneamente cementato per poter fare un controllo fotografico ai 6 mesi. Neanche una sola zona infiammata, né la minima ombra di sanguinamento, e ancora una volta quella gengiva consistente e rosata.
Allora si, mi ero TOTALMENTE convinto. Tuttavia, più imparo sulla tecnica B.O.P.T. più mi risulta chiaro che è una tecnica in cui, per poter ottenere i risultati del dott. Loi, bisogna organizzare dei rigorosi e chiari protocolli di lavoro che lui ancora non ha descritto.

Lui sostiene che sia facile e che sia basata su un paio di concetti molto semplici da imparare. Non voglio contraddirlo, però è anche vero che anche Chopin pensava che i suoi Notturni fossero semplici da interpretare, mentre molti di questi non si riescono a studiare prima dell’ottavo anno di pianoforte. I geni sono così. In ogni caso, si tratta di una tecnica alla portata di tutti… o per lo meno di tutti quelli che vogliono fare le cose bene.

Insisto, è necessario strutturare didatticamente il lavoro del dott. Loi e validare scientificamente la sua tecnica. Credo che non sarà un lavoro da poco perché dietro ai suoi casi ci sono concetti nascosti, di cui lui parla. Speriamo che questa tecnica non sia valida solo nelle sue mani.
Ciò farebbe parlare a lungo della sua genialità, però metterebbe fuori dalla portata dei clinici “di fanteria” l’utilizzo dei suoi protocolli.

Esiste un altro pericolo significativo che circonda tutto il fenomeno B.O.P.T.: la sua banalizzazione.
La mente umana ha il difetto di semplificare ogni cosa. Inoltre, i caratteristici colleghi ai quali è sufficiente ascoltare 30 secondi di relazione per capire tutto di un argomento, si sono subito messi al lavoro per criticare questa tecnica: in realtà si tratta di preparare a lama di coltello, questo si faceva già 40 anni fa”; “bisogna posizionare la fresa e invadere la giunzione epiteliale e violare l’ampiezza biologica affinché si formi un coagulo che genererà nuova ampiezza biologica” etc. etc.

In realtà, NON si prepara a lama di coltello, ma eliminando totalmente il margine. NON si viola l’ampiezza biologica. NON si tratta di conficcare i provvisori nella gengiva.
Interpretazioni banali possono produrre l’effetto opposto a quello voluto, e portare alla demonizzazione della tecnica e alla frustrazione e disillusione di molti clinici.

L‘Università, la cui missione è verificare le conoscenza e tutelarne la trasmissione attraverso le generazioni, deve giocare un ruolo importante nel collocare la tecnica B.O.P.T. (la tecnica di LOI) al posto che si merita.

Proprio per questo vari gruppi universitari nazionali e internazionali stanno lavorando in stretta collaborazione con il dott. Loi. Continueremo a tenervi informati... nel frattempo, godiamoci la “genialità” del maestro Loi.

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