SONO UN PROFESSIONISTA IN ODONTOIATRIA

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Odontofobia e sedazione

Intervista al Dott. Giuseppe Vignato

Laureato in odontoiatria e protesi dentale a Padova nel 1986. Perfezionato in chirurgia orale ed implantologia presso l’Università di Chieti. Master in sedazione presso l’Università di Padova. Docente e Tutor presso la clinica universitaria di Padova. Diplomato ipnologo presso la scuola CIICS di Torino e allievo del dott. Regaldo. Presidente in carica di AISOD (Società Italiana Sedazionisti Odontoiatri). Lavora come libero professionista a Vicenza in una struttura odontoiatrica complessa. Coautore del TRATTATO ITALIANO DI IPNOSI nella sezione odontoiatrica.

  Dott. Vignato, c’era una volta la paura del dentista, fenomeno così diffuso da essere contemplato nei testi di psicologia sotto il nome di “odontofobia”. Cosa è cambiato oggi?

Il cambiamento più rilevante consiste in una nuova consapevolezza che il paziente ha il diritto e l’Odontoiatra ha il dovere di offrire le terapie prive di ansia e di dolore. Il tema dell’odontofobia deve essere affrontato e superato e ciò rappresenta un dovere del Medico Odontoiatra. Partendo da questo presupposto è necessario inserire nel percorso di formazione del professionista anche la materia nota come sedazione odontoiatrica. La LM-46, ovvero il decreto che istituisce l’ordinamento didattico della laurea magistrale in odontoiatria e protesi dentaria, stabilisce che “I laureati magistrali della classe, al termine degli studi saranno in grado di applicare la gamma completa di tecniche di controllo dell’ansia e del dolore connessi ai trattamenti odontoiatrici (nei limiti consentiti all’odontoiatra)”. Tale norma è in perfetto accordo con il Profilo delle Competenze del Dentista Europeo pubblicato dalla Association of Dental Education in Europe (ADEE), l’organizzazione che dal 1975 ha la missione di promuovere la professionalità in odontoiatria e svolge il ruolo di rappresentante ufficiale delle scuole odontoiatriche europee. L’ansiolisi, inoltre, non è una semplice materia di scelta e somministrazione del farmaco, ma è un complesso processo in cui il ruolo chiave è svolto dall’odontoiatra con il suo comportamento: da qui l’introduzione e la progressiva enfasi data alle tecniche di comunicazione, alla iatrosedazione e all’ipnosi, tecniche di ineludibile importanza che, se ben utilizzate, consentono da sole livelli di ansiolisi eccellenti; esse possono essere ovviamente implementate, quando necessario, dalla sedazione farmacologica. Non possiamo dimenticare che le emergenze odontoiatriche sono prevalentemente un problema di prevenzione: la gran parte di esse sono infatti conseguenza di una mancata valutazione delle condizioni sistemiche del paziente, di un mancato monitoraggio e di un’inutile quanto pericolosa esposizione a stress, dolore ed ansia. L’odontoiatra non può più considerarsi il ‘tecnico’ dei denti ma lo specialista della salute del cavo orale. Quindi un medico consapevole cioè colui che incarna il concetto di salute non solo come assenza di patologia, ma come uno stato di equilibrio della persona. Il cavo orale è profondamente innestato nella vita emotiva di tante persone-pazienti e da qui lo stato di elevata ansia che spesso accompagna chi frequenta uno studio dentistico. La mentalità del professionista della salute orale consiste nel possedere questa consapevolezza e farla divenire pratica quotidiana.

Dalle sue parole capisco che l’ansia e il dolore non si affrontano solo con i farmaci?

Infatti, la jatrosedazione è il metodo applicativo di quanto detto nella risposta precedente. L’ansiolisi o, meglio, il processo ansiolitico, inizia con la relazione che si stabilisce tra la persona-medico e la persona-paziente. La jatrosedazione può essere definita come un’ansiolisi ottenuta mediante il comportamento dell’operatore che influenza positivamente quello del paziente. La parola è energia ed è così potente da modificare chi l’ascolta. Anche per la jatrosedazione sono richieste delle abilità che prevedono un percorso formativo circa le tecniche di comportamento, la capacità di sviluppare empatia, le tecniche di comunicazione come la PNL o l’ipnosi. Quest’ultima tecnica, che esercito quotidianamente, è la massima espressione della potenza del linguaggio e mi permette di affrontare la maggior parte dei casi di odontofobia.

Ci parli della sua esperienza con l’ipnosi.

La comunicazione ipnotica e le tecniche d’induzione sono due strumenti eccezionali nelle mani del professionista. Faccio un passo indietro. La chirurgia orale è stata fin dall’inizio della mia storia professionale la specialità di maggior fascino ma, allo stesso tempo, è anche il campo che espone maggiormente all’ansia e al possibile dolore. Così, già dai primi anni novanta mi sono servito dell’opera di anestesisti che aiutassero il paziente a stare meglio durante gli interventi. Il paziente viveva positivamente l’esperienza chirurgica ma se era pauroso prima ritornava ad esserlo anche dopo, non riuscivo, in altri termini, a modificare, magari parzialmente, la sua emotività. Questo dubbio ha trovato risposta molti anni dopo nel 2010, quando ho frequentato il Master di Sedazione presso l’Università di Padova. Condividendo l’esperienza dei maestri della sedazione odontoiatrica ho capito che il farmaco è solo una parte del processo di liberazione dall’ansia e la relazione è l’altro indispensabile aspetto del benessere del paziente. L’ipnosi è stata una conseguenza di questa consapevolezza, infatti, la tecnica ipnotica è una forma particolare di relazione tra il Medico e il paziente. Il Medico, attraverso la comunicazione ipnotica, permette al paziente di vivere l’esperienza odontoiatrica in uno stato di coscienza modificato cioè lo stato di benessere in cui si trova la nostra mente in molte occasioni durante la giornata. Sembrerà paradossale ma il benessere lo raggiungiamo quando la nostra mente è focalizzata in un solo pensiero e quindi disinteressata a ciò che accade intorno. Ad esempio, quando siamo assorti nella lettura di un libro e qualcuno ci chiama o suona il telefono, lo sentiamo, ma siamo disinteressati a rispondere perché stiamo troppo bene in quella situazione, questo è uno stato ipnotico.
Questo è lo stato che possiamo riprodurre attraverso un’induzione ipnotica permettendo al paziente di rielaborare la sua ansia e la conseguente paura.

Ci sono categorie di persone più resistenti all’ipnosi e alle tecniche di rilassamento, magari anche inconsapevolmente? E in tal caso, quali sono le alternative?

Naturalmente ognuno ha le proprie resistenze e in base alle proprie capacità di superarle si producono stati ipnotici diversi, è molto simile a una performance sportiva, ognuno fa la sua. Rispetto alle capacità ipnotiche della persona possiamo ottenere fenomeni diversi che vanno dal rilassamento all’analgesia. Voglio ribadire con forza che la relazione ipnotica necessita della esplicita volontà del paziente, cioè solo la persona decide cosa fare e come farlo, non è possibile annullare l’etica della persona nemmeno con l’ipnosi più profonda. Questo per fugare ogni dubbio circa la visione mediatica dell’ipnosi.

Quali sono oggi in Italia i percorsi formativi per i colleghi che volessero arricchire la propria professione con l’approccio ipnotico?

Ci sono molte scuole di ipnosi che permettono di conseguire l’attestato di ipnologo ma per l’odontoiatria non c’è nulla di specifico. Per questo motivo ho pensato di creare assieme a Pino Regaldo, uno dei migliori maestri di ipnosi clinica, un corso specifico che insegni ai colleghi la tecnica di induzione ipnotica con il linguaggio dell’Odontoiatra. Il nostro obiettivo è che dopo i 4 giorni di corso ogni partecipante sia in grado di affrontare l’ansia dei propri pazienti. Voglio ringraziare Sweden & Martina per aver raccolto la sfida di organizzare un corso di questo tipo. Appuntamento il prossimo 11 e 12 marzo per l’inizio di questa nuova avventura.

Approfondimenti: Implantologia a carico immediato - Impianti post estrattivi immediati -Odontofobia, ipnosi in odontoiatria - Tecnica B.O.P.T. - Riabilitazione implantare - Impianti platform switching - Tecniche espansione ossea - Odontoiatria estetica - Perimplantite - Edentulismo

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